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Mangiare Genuino, a Km 0!

Sì, perché grazie a Shopiemonte avrete sempre in tavola i veri prodotti tipici Piemontesi: salse, sughi, conserve e confetture, sott’oli e sottospirito, conservati seguendo sempre le ricette della nonna.

Fin dalla preistoria l’uomo conservava il cibo per proteggersi dalle carestie. In primavera ed in estate, metteva via la verdura e la frutta in eccesso, in maniera da averne per l’inverno e in modo da non sprecare mai nulla. Non solo verdura e frutta ma anche la carne degli animali cacciati veniva conservata, con l’unico metodo possibile: l’essicazione.
La scoperta del fuoco apportò nuove tecniche quale l’affumicatura e la salatura metodi tuttora usati per conservare la carne.
Per quanto riguarda la conservazione della frutta e la verdura, questa avveniva attraverso la sua essicazione al sole o vicino al fuoco.
Ben presto la conservazione in salamoia e quella sottoaceto prese piede e soltanto dopo millenni si giunse alla conservazione con lo zucchero.


La conservazione in vaso fatta in casa è una procedura che ha solo due secoli di vita, e fu per primo il francese Appert nel 1795 a scoprire il metodo per conservare i cibi in barattoli di metallo o bottiglie di vetro ermeticamente sigillati impedendo in questo modo la fermentazione e di conseguenza la decomposizione delle sostanze organiche.
Consegue che: le verdure vengono messe sottoaceto, sottolio, sotto sale o salamoia(una soluzione di acqua e sale); le confetture e le marmellate tramite lo zucchero e la bollitura del barattolo(per creare il “sotto vuoto”).

Shopiemonte ha così selezionato le Migliori del territorio, in maniera da farvi arrivare sulla tavola il gusto vero e genuino.

Tutti i Nostri Prodotti sono a Km 0 così da sfruttare la filiera corta, ma soprattutto abbiamo scovato i veri Artigiani del Gusto che, grazie alle loro conoscenze, hanno saputo dedicarsi interamente alla produzione e quindi alla qualità, riproducendo per tutti i barattoli la stessa lavorazione e tradizione casalinga della nonna…

Buon Appetito!!

su www.shopiemonte.com !!

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  • 4 mesi fa
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Poche curve dopo Barolo

Poche curve dopo Barolo, in direzione Monforte d’Alba, troverete sulla destra una stradina che porta in cima ad una collina, ed un cartello con la scritta: “azienda agricola Cagliero”. Vi consigliamo di seguire l’indicazione e suonare il campanello di questa bellissima cascina di campagna: ad accogliervi ci sarà Rosita Cagliero, la padrona di casa. Con il suo sorriso e la sua simpatia vi sentirete subito a casa e godendo della meravigliosa vista panoramica, probabilmente vi dimenticherete del motivo per cui siete arrivati lì; non temete, Giancarlo Cagliero accorrerà in vostro soccorso iniziando a parlare di vino ed allora vi sarà chiaro il perchè della vostra visita: degustare il loro pregiato Barolo!

I Cagliero sono una delle più antiche famiglie di viticoltori di Barolo. La loro bravura è stata quella di saper tramandare, di generazione in generazione, il loro amore per la terra e per il vino. Oggi Rosita e Giancarlo si dedicano a tempo pieno ai vigneti e all’agriturismo con il desiderio di trasmettere tutta la loro passione e la loro voglia di stare in compagnia agli appassionati del buon vino. E c’è da dire che gli viene proprio bene perché sono degli straordinari interpreti dei vini di Langa.

Provateli, in esclusiva online solo per Shopiemonte! http://www.shopiemonte.com/

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  • 8 mesi fa
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I nostri Artigiani del Gusto

www.shopiemonte.com

I produttori di Shopiemonte sono degli  autentici artigiani del gusto che contribuiscono a tener viva la tradizione enogastronomica del Piemonte.

Li abbiamo selezionati, tra le tante piccole e medie aziende che producono prodotti di altissimo livello, seguendo un personale criterio che ha privilegiato l’eccellenza qualitativa e l’aspetto umano.

Alla base della filosofia produttiva dei nostri partner ci sono l’attenzione per le materie prime e la ricerca della massima qualità; attività però che impegnano un’azienda  a tempo pieno, limitando così le possibilità di promozione e sviluppo commerciale.

 È qui che entra in campo Shopiemonte, che non si limita a vendere dei prodotti, ma vuole aiutare i produttori che ne fanno parte a crearsi un loro spazio sul web e ad aprire nuovi mercati.

Grazie a Shopiemonte essi potranno continuare a concentrarsi sulla produzione, senza prestare attenzione alla parte della vendita online, della pubblicità, del ricevimento degli  ordini e delle spedizioni.

Ai nostri produttori chiediamo “solo” l’eccellenza, al resto ci pensiamo noi.

colline del Piemonte

 

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  • 8 mesi fa
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Il nuovo che avanza…con dolcezza

26.07.2012 

È Ivan Dogliotti: 28 anni, carismatico e con il sorriso sempre sulle labbra. Una sfida non facile la sua: regalare – insieme al fratello enologo Erik e al cugino web grafico Matteo - una nuova immagine all’azienda storica di famiglia  con un restyling totale del marchio e importanti investimenti in cantina. Il tutto con il benestare di papà e zii che ripongono la massima stima nel lavoro di questi tre giovani. Ivan è il commerciale dell’azienda e spetta dunque a lui accompagnarci in visita alla cantina di Castagnole delle Lanze (AT), prima però ci tiene a fare una doverosa premessa: Dogliotti è una realtà che nasce nel lontano 1870 e che ha saputo crescere e reinventarsi con grande professionalità per più di un secolo; oggi con l’arrivo in azienda della nuova generazione, non si vuole rivoluzionare la filosofia produttiva che ha caratterizzato nel tempo il marchio, ma, se possibile, migliorarla ancora di più in termini di qualità, marketing e tecnologia. Il racconto di Ivan parte dall’attenzione che l’azienda ripone nella selezione delle uve e nei processi di vinificazione, fortemente voluta da Erik, e dagli investimenti in macchine enologiche recentemente sostenuti. Requisiti fondamentali per garantire la qualità del prodotto.

 Particolarmente interessante è la linea di imbottigliamento e di etichettatura, strutturata anche per lavorazioni conto terzi. Finito il nostro tour - molto istruttivo - Ivan ci accompagna nella sala degustazione e inizia a parlare del fiore all’occhiello di Dogliotti 1870: il Moscato d’Asti. La nuova etichetta è molto bella, un perfetto connubio tra classicità e gusto contemporaneo e per la prima volta dopo tanto tempo, possiamo finalmente dire di aver visto una bottiglia con una grafica innovativa! Ma la ciliegina sulla torta è il cartoncino appeso al collo della bottiglia riportante la scritta: “DO NOT DISTURB…sto bevendo Dogliotti!”. Davvero spiritoso. Il moscato Dogliotti è un’ esplosione di profumi, fresco e fruttato, convince già al naso e quando arriva in bocca la riempie con la sua piacevole dolcezza, mai stucchevole. Ottimo con il dessert, noi lo abbiamo apprezzato anche da solo all’ora dell’aperitivo, provare per credere… su www.shopiemonte.com

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  • 9 mesi fa
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“Vai dove ti senti!”

L’intento di Shopiemonte è quello di far conoscere la propria meravigliosa terra, il Piemonte, semplicemente raccontandola.

Leggendo questo delizioso articolo diCaracciolo che descrive emozioni e colori delle nostre Langhe si ha la sensazione di percorrere con lui le tappe della Strada del Barolo.

 “Non c’è una direzione precisa ma colline, strade, cantine, vigneti che scandiscono le tappe della Strada del Barolo e dei vini di Langa.

Barolo, Serralunga, Dogliani, Monforte sono i cartelli che si susseguono sulla Strada del Barolo. “Vai dove ti senti” è il cartello che non c’è, ma è come se fosse sempre presente e soprattutto è affidabile. Non ti fa sbagliare strada, mal che vada ti ritrovi tra i vigneti, alle porte di una cantina o a stringere la mano di un vignaiolo. La Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa non segue un tracciato preciso, a volte è una sinuosa traccia asfaltata, altre volte un sentiero tra le vigne, oppure un balcone affacciato sulle colline o il tavolino di un’osteria. La Strada del Barolo è un’esperienza ispirata al movimento. Curve, salite, discese, incroci sono stati d’animo che ognuno vive liberamente. Il bello di questa strada è che non impone direzioni o programmi e ogni momento è buono per fermarsi, guardarsi intorno e dentro, ascoltare, assaggiare, guardare il mondo attraverso il rosso rubino di un bicchiere di Dolcetto.

Equivoco Dolcetto

Sì, Dolcetto…Già, perché la prima cosa che ho imparato lungo questa strada è che il Dolcetto non è come inganna il nome un vinello da pasto, simpaticamente “dolcetto” e di compagnia. Piuttosto un vino importante. Già presente nel Bando Vendemmiale di Dogliani del 28 agosto 1593 ma generalmente diffuso dall’800, il Dolcetto è il vino quotidiano di uomini, donne e bambini di Langa. Dolcissima l’uva, ricca di ferro, manganese, potassio a tal punto che durante le vendemmie era alla base della tradizionale “cura dell’uva” in quanto gli venivano riconosciute doti terapeutiche. Per secoli è stato il vino leggero da pasto poi, ultimamente, è cambiato qualcosa. “Estati più calde e asciutte hanno regalato a questo vino una gradazione più alta. Un tempo era impensabile bere un Dolcetto di 13 o 14 gradi”. Tanto per essere chiari, a parte il colore rosso fiammante, dato puramente estetico, i viticoltori di Langa lo definiscono composto, pieno, fruttato; affinato nei legni o in bottiglia assume tonalità quiete, di grande eleganza e morbidezza.

 Sua Maestà Barolo

Il vitigno di questo vino è il Nebbiolo, marchio autentico di Piemonte. Si chiama Nebbiolo ispirandosi alle nebbie autunnali che avvolgono le Langhe perchè l’uva maturi più tardi. Per potersi chiamare Barolo il vino ottenuto da questo vitigno deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento di almeno tre anni, due dei quali in botte di rovere. 

Qualche numero per rendere l’idea: i vigneti di Nebbiolo da Barolo sono circa 1240, i viticoltori poco più di 800 per una produzione di 95mila quintali d’uva e circa 10 milioni di bottiglie. Grandi quantità ma anche una qualità riconosciuta in tutto il mondo.

Passione rosso rubino intensa

Seguendo l’indicazione “Vai dove ti senti” si entra nel mondo dei viticoltori, personaggi tanto diversi tra loro accomunati unicamente dal fatto che producono vino. Piccole aziende familiari, storici produttori, cantine antiche e strutture dal design moderno, piemontesi doc e “stranieri” che hanno scelto questo paradiso per vivere, giovani e anziani. Oltre al vino il comune denominatore è la passione per quello che fanno, una passione rosso rubino  intensa. Persino i produttori di origine svizzera e piemontesi di adozione mi hanno trasmesso una passione mediterranea. E così il viaggio attraverso le cantine, oltre a leggendarie degustazioni che talvolta hanno reso complesso il ritorno a casa (le curve si moltiplicavano…) è stato e può essere il viaggio nelle case dove, sempre con un calice in mano, si può ascoltare, parlare, imparare tanto su questo angolo di Piemonte. La gentilezza è nell’aria e, sfatando il luogo comune di piemontesi chiusi e poco comunicativi, anche chi esperto di vini non è può appassionarsi. Almeno quando si torna a casa si può compiere quel gesto di far girare il vino nel bicchiere con un minimo di consapevolezza in più e si comprende che “tannico” vuol dire che allappa e al palato risulta astringente (tipico dei vini giovani prima dell’invecchiamento), che “ampio” significa dal sapore armonico ed equilibrato, “rotondo” che le percentuali dei suoi componenti sono perfettamente dosate, e “molle”, al contrario, indica difetto di corpo, gusto e carattere.

Chi invece è già un bevitore esperto e “affinato” avrà l’occasione di approfondire e conoscere vini che non basterebbe una vita… Solo per provare più di 800 etichette di Barolo.

La grande famiglia

Il Barolo giovane, quello che non finisce in botte, è il Nebbiolo. Dallo stesso vitigno si produce questo vino della stessa famiglia che può essere bevuto l’anno successivo alla vendemmia. Per avere un’idea completa, oltre al Barolo, questo vitigno è padre di altri vini importanti: Barbaresco, Roero, Nebbiolo d’Alba e Langhe Nebbiolo. Completano il quadro dei grandi vini di Langa la Barbera, principale vitigno a bacca nera del Piemonte, l’ultimo arrivato, il Langhe Chardonnay, il Langhe Freisa, vale a dire il vino fresco di tutti i giorni e il Verduno Pelaverga, limitato al territorio di Verduno e in alcune zone di La Morra e Roddi: le prime produzioni in purezza (non abbinato ad altri) di questo vitigno risalgono agli anni ’70 ma grazie a un Seminario Permanente di Luigi Veronelli su una vigna sperimentale e agli ottimi risultati ha ottenuto la doc nel 1995.”

 

Un viaggio meraviglioso, non è vero?!

 

 

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  • 11 mesi fa
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